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DPEF 2004: ECCO LE LINEE GENERALI

La sintesi della relazione dell’assessore Montemagni al tavolo di concertazione


Lo scenario economico di riferimento

Il Dpef 2004 si colloca in uno scenario complessivo di forte incertezza e debolezza dell’economia internazionale, dove ai continui slittamenti nel tempo della ripresa economica si è aggiunto il drammatico impatto della guerra in Iraq.
L’economia internazionale, e con essa anche quella della Toscana, dopo un 2003 ancora estremamente contenuto nei tassi di crescita, dovrebbe presentare solo nel 2004 segnali di ripresa, anche se la guerra in Iraq ha già fatto ulteriormente slittare la data di una significativa inversione di tendenza alla fine del 2003, primi mesi del 2004, abbassando ulteriormente le previsioni per il 2003.
Al di là delle oscillazioni congiunturali di qualche decimo di punto percentuale nelle economie dell’occidente sviluppato, è l’allargamento dello sviluppo in aree geografiche di recente industrializzazione e in via di sviluppo la vera condizione per una ripresa del ciclo economico mondiale. Si tratta di una sfida che coinvolge direttamente anche la Toscana, sempre più aperta nei suoi scambi internazionali verso queste nuove realtà dello sviluppo mondiale, ma nello stesso tempo fortemente legata anche alle vicende delle economie più sviluppate dell’Europa, Germania e Francia in testa, ed extra-europee, Nord America in primo luogo. Tenere insieme i legami con i mercati medio - alti, attraverso i prodotti, il turismo, i servizi di alta qualità, con le nuove opportunità dei paesi di nuova industrializzazione, dove altri spaccati produttivi della regione, in primo luogo i macchinari e la tecnologia, possono trovare occasioni di sviluppo, è il difficile cimento che la Toscana si trova ad affrontare, anche con questo Dpef 2004, pur in una fase di incertezza e difficoltà.
Le scelte del Governo nazionale, orientate verso lo spostamento di risorse dai consumi pubblici a quelli privati, attraverso una minore pressione fiscale e un taglio dei servizi e delle risorse assegnate agli Enti pubblici territoriali, tendono a trasferire sui livelli regionali e locali le difficoltà finanziarie nel mantenere gli attuali livelli di welfare regionale.
Tutto questo avviene nell’ambito di una elevata incertezza sull’esito del dibattito sull’attuazione del Titolo V in materia di federalismo fiscale, che avrà forti effetti su una regione come la Toscana che intende confermare l’obbiettivo del perseguimento di elevati livelli di coesione e inclusione sia sociale che territoriale.

Gli obbiettivi del Dpef 2004
Nell’ambito di queste diffuse incertezze, l’obiettivo prioritario del Dpef 2004 è quello di fornire elementi in grado di ridare sicurezza e serenità alla società toscana: alle famiglie, attraverso un nuovo welfare regionale, finanziariamente sostenibile e quindi basato su un patto duraturo fra cittadini e istituzioni locali e regionale; alle imprese sulla base di un patto per lo sviluppo, per “navigare nell’incertezza” con maggiore tenuta; al mondo del lavoro per affrontare “in positivo” la flessibilità, nel quadro di una difesa e rafforzamento dei diritti di civiltà, patrimonio radicato della società toscana.
Ciò richiede di puntare con ancora più determinazione sulla capacità delle realtà locali di realizzare la crescita. E’ qui che si inserisce la necessità, oggi più che mai, di fare affidamento sui sistemi produttivi locali della Toscana, puntando sull’innovazione e sullo sviluppo degli investimenti produttivi e infrastrutturali, nel quadro di un sviluppo compatibile e di una attenta gestione del territorio.
Fra le priorità contenute nel Dpef 2004 vi è la partenza del Docup ob.2 e phasing out pensato come l’intervento di maggiore rilievo per rendere più strutturato il sistema produttivo regionale, l’avvio, al suo interno, della progettazione integrata a livello locale (Pisl) nelle aree obiettivo 2 e la Legge Regionale 41/98 nelle altre aree, la sperimentazione dello strumento dei Progetti Pilota Integrati, a partire da quello sul sistema Moda, la qualificazione delle azioni innovative nel campo della finanza, ricerca e trasferimento tecnologico, reti per l’innovazione, eccetera).
Nel Dpef 2004 vengono confermate, nonostante le difficoltà finanziarie e di manovra sopra richiamate, le attuali agevolazioni Irap, estendendo al triennio 2004/2006 quelle a favore delle nuove imprese giovanili.
In questo scenario si colloca anche il Piano Straordinario degli Investimenti strategici (2003-2005) che trova nel Dpef 2004 piena attuazione: si tratta del più grande investimento pubblico mai fatto dalla Regione Toscana, oltre 1.500 milioni di euro di risorse, pari a quasi 3.000 miliardi delle vecchie lire, e che prevede interventi relativi a infrastrutture viarie, adeguamento strutture sanitarie, sociali e culturali, potenziamento infrastrutture telematiche e dei poli espositivi, eccetera. Lo sforzo della Regione Toscana di andare al rafforzamento strutturale del sistema produttivo è particolarmente significativo, in quanto si inserisce in una fase di tendenziale minore disponibilità di risorse finanziarie a livello regionale.
L’attenzione della Regione verso il sistema delle imprese, i sistemi produttivi locali, il mondo del lavoro della Toscana vede ulteriori importanti momenti nell’intensa attività svolta, e in corso. Dal “tour economico” del Presidente e della Giunta che sta facendo il punto, in presa diretta, con le diverse realtà economiche della regione. Così come nella qualificata iniziativa sulla impresa programmata per il 9 e 10 maggio a Siena: “Piccola Impresa, grande civiltà. Strategie regionali ed europee per lo sviluppo delle P.M.I.”, con la partecipazione di esperti internazionali, del governo nazionale e del presidente della Commissione Europea.

Il quadro finanziario
Dal punto di vista finanziario, il Dpef 2004 presenta un quadro di precarietà derivante soprattutto dalla mancata attuazione del nuovo art. 119 della Costituzione, nonché dall’interruzione del processo di “federalismo fiscale” a Costituzione invariata già disciplinato dal D. Lgs. 56/2000. La Regione è comunque intenzionata a svolgere il suo ruolo, definendo un quadro legislativo di coordinamento del sistema tributario regionale e locale, in collaborazione con le autonomie locali. Su questo piano, il Dpef prevede l’avvio dei primi interventi in materia di fiscalità ambientale e l’elaborazione di ipotesi di tassazione di scopo.
Questi ultimi anni segnano una fase di passaggio, complessa e di difficile attuazione, della finanza delle regioni. Nel 2001 si è avviato il cosiddetto “federalismo fiscale” di cui al D.Lgs. 56/2000. Nel 2002 e 2003 avrebbero dovuto quindi mostrarsi i primi effetti di una evoluzione sul gettito dei tributi correlati al reddito ed ai consumi (IRAP, Addizionale IRPEF ed IVA) e di una conseguente maggiore disponibilità di risorse regionali progressivamente svincolate da logiche di “spesa storica” e –viceversa- sensibili alle dinamiche della ricchezza regionale.
In realtà i suddetti tributi (che da soli rappresentano ben l’85% del totale delle entrate tributarie), per effetto del meccanismo previsto dal D. Lgs. N. 56/2000, rimangono assolutamente stabili in quanto l’eventuale loro maggior gettito viene totalmente assorbito dalle esigenze di copertura del fabbisogno sanitario.
Infine, tra gli aspetti più problematici della finanza regionale, va ricordata la legge delega al Governo per la riforma fiscale, che prospetta un sistema tributario statale estremamente ampio ed invasivo delle competenze regionali, attirando nell’ambito dei tributi erariali anche l’Irap, con l’obiettivo di realizzare la sua progressiva eliminazione. Il quadro si completa con la disposizione della legge finanziaria 2003 che blocca l’aumento delle aliquote Irap e addizionale Irpef sino a quando non sarà raggiunto un accordo tra Stato Regione ed Enti locali sui meccanismi strutturali del federalismo fiscale.
In questo contesto assume quindi importanza determinante l’avvio del processo di attuazione del Titolo V della Costituzione ed in particolare dell’art.119 sul federalismo fiscale. La Giunta Regionale è impegnata a seguire costantemente l’evolversi di questo processo svolgendo, da parte sua, un ruolo propulsivo a livello interregionale per favorire uno sbocco positivo che consenta di affrontare in un quadro di maggiore certezza i nodi della finanza regionale e le difficoltà che essi determinano sui bilancio delle Regioni e, quindi, anche su quello della Regione Toscana.






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