| “BASILEA II”, PAROLA AL PRESIDENTE
Il dottor Balleggi ci parla dell’accordo
che introduce una complessa normativa.
Abbiamo chiesto al Presidente regionale del Consorzio Fidi Api
Toscana “COFIR” dottor Andrea Balleggi di parlarci dell’Accordo
“BASILEA II”. Il Comitato di Basilea è stato
fondato nel 1974 ed è composto dai Governatori delle Banche
Centrali dei Paesi più industrializzati del mondo: Belgio,
Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Lussemburgo, Olanda,
Spagna, Svezia, Svizzera, Gran Bretagna e Stati Uniti. Le funzioni
del Comitato sono di vigilanza bancaria, e pur non potendo interferire
con il potere legislativo dei singoli Stati ha acquisito un ruolo
sempre più importante in tema di indirizzo. Il Comitato,
infatti, non ha potere di legiferare, ma ha il potere di formulare
“linee guida” che vengono accettate come normativa vincolante
in oltre cento Paesi.
Il Comitato di Basilea nel 1988 ha formulato una proposta che è
stata chiamata “Basilea II” per introdurre una complessa
normativa concernente l’adeguatezza patrimoniale delle imprese
bancarie e creditizie. L’accordo andrà a rivoluzionare
i criteri che sono stati seguiti fino ad oggi per valutare le richieste
presentate dagli imprenditori per ottenere un finanziamento.
La valutazione del rischio, con la revisione degli Accordi, e consequenzialmente
l’erogazione del credito non sarà più subordinata
alla valutazione degli indici di bilancio ed alla disponibilità
a rilasciare garanzie personali o reali, ma sarà sottoposta
alle procedure di “rating”. Ad ogni azienda verrà
attribuito un “rating” da funzionari e analisti di banca
(rating interni per le aziende medio piccole) oppure da società
esterne alla banca specializzate nella valutazione dell’affidabilità
della clientela (rating esterni per le aziende di grandi dimensioni).
La fisionomia del sistema produttivo toscano è caratterizzata,
nel bene e nel male, da aziende di medio - piccola dimensione (più
piccole che medie) e le banche, se intenderanno operare nel rispetto
degli accordi che entreranno in vigore nel 2005, dovranno attrezzarsi
in modo adeguato e con personale formato, per essere in grado di
gestire le nuove competenze.
Attualmente le PMI offrono garanzie che dovranno gradualmente adeguarsi
ai requisiti richiesti dagli accordi di Basilea, infatti, dovranno
modificare ed innovare il loro approccio alla finanza e non dovranno
più cullarsi sui processi ottenuti fino ad oggi in termini
di grande capacità di creare occupazione ed innovazione.
Le PMI, salvo rare eccezioni, potrebbero essere classificate in
classi di rischio elevato, infatti, il rapporto fra banca ed impresa
diventerà sempre più distante e spersonalizzato. A
questo punto che viene ad emergere la dimensione ed il ruolo che
i confidi potranno svolgere a favore delle PMI, se anche loro compiranno
gli adeguamenti necessari perché sia il Consorzio sia le
loro garanzie divengano “eligibili” nel quadro dei criteri
valutativi che verranno imposti con Basilea II. I consorzi fidi,
operando sul territorio a diretto contatto con le imprese, dispongono
di meccanismi di selezione e controllo affidati ad imprenditori
che condividono lo stesso mercato delle aziende che fruiscono delle
garanzie e sono inevitabilmente in grado di valutarne le reali potenzialità
reddituali e di sviluppo.
Negli ultimi anni i consorzi fidi hanno aumentato la loro operatività
nei crediti a medio-lungo termine diventando strumenti importanti
per il riequilibrio della struttura finanziaria delle imprese medio-piccole.
Le novità contenute dagli accordi di Basilea impongono una
razionalizzazione della rete – come emerge da un documento
Confapi – con un assetto territoriale più efficace
fondato su un’operatività regionale che permetta di
concentrare una massa critica di risorse finanziarie in fondi rischi
adeguati e credibili per l’interlocutore bancario.
COSA CAMBIA CON BASILEA 2
1. La maggior capitalizzazione delle imprese è un obiettivo
primario. Un rapporto sbilanciato tra debiti finanziari e mezzi
propri rischia di compromettere pesantemente il giudizio di rating.
2. Trasparenza e affidabilità dei bilanci favoriranno le
valutazioni delle banche, perché queste si baseranno su criteri
oggettivi e matematici.
3. I nuovi strumenti di accesso al credito saranno particolarmente
rilevanti. Il Consorzio Regionale CO.FIR sarà strategico
per le PMI.
4. La crescita dimensionale dovrà essere favorita rimuovendo
i vincoli sia di tipo normativo sia di tipo fiscale che oggi rappresentano
un ostacolo allo sviluppo delle imprese.
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